La catedral del mar

Passione, amore, morte, rabbia, vendetta, sofferenza, tormento, eccitazione, impeto, desiderio, angoscia, tormento, distruzione, desiderio, brama….

Avevo una scaletta… Ca 5 mesi fa quando iniziai a programmare la creazione di questo blog, avevo fatto una scaletta dei primi 15 libri da commentare. Ma col passare del tempo e delle notti, leggendo qua e là attorno e dentro la mia libreria trovavo sempre libri che mi colpivano di più e … da qui la mia scaletta ha iniziato a sconvolgersi. Mi ero detta, cerca di commentare libri da riscoprire, libri che in qualche momento della tua vita ti hanno colpito, ti hanno percorso e cambiato, libri che hai amato. Ma ogni libro ha un suo posto nel nostro cuore. Ha una sua importanza. E così la settimana scorsa “archiviando”  le cose delle vacanze estive: borsa mare, telo spiaggia, portamonete da vacanza, moleskine, ecc. ho ritrovato il mio compagno di 15 giorni di ferie. Ed è stato amore a prima vista.

La catedral del mar” non ha bisogno di pagine introduttive per essere amato, non ha bisogno di ore per lasciarsi penetrare. Già nella seconda riga (!!!!) ero catapultata nel XIV secolo a Barcellona. Solo pochi pochissimi autori, sono capaci di questo. Baricco per citarne uno su tutti.

Ho scelto di non seguire la mia scaletta, e di non essere coerente con le mie regole perché mentre riponevo il libro in libreria, mi è venuto in mente che in quei 15 giorni al mare, il mio compagno mi ha vista assorta giorno e notte in un libro spagnolo di quasi 700 pagine. Mi ha visto ridere, sorridere, piangere, sospirare… e non ho resistito. Dovete conoscerlo.

Ho letto ”La catedral del mar” in spagnolo per cogliere in ogni risvolto della lingua spagnola l’armonia delle parole che lo hanno fatto nascere. Come una premonizione, sapevo che ci saremmo amati.

(…)”levantò la vista hacia el nítido cielo azul. El sol tenue de finales de septiembre acariciaba los rostros de sus invitados.” (alzò la vista verso il nitido cielo azzurro. Il tenue sole di fine settembre accarezzava i  visi dei suoi invitati). Capite? È solo una festa di matrimonio, ma l’amore di Bernat verso la sposa lo rende romantico e sensibile in una semplice e comune situazione.

Bernat… chiaro parte tutto da Bernat e da questa festa di nozze. Ma il vero protagonista, il piccolo grande protagonista è Arnau. Povero piccolo Arnau figlio di Bernat.

Arnau non nasce nobile, ma possidente. I casi estremi derivanti da questa festa di nozze, portano lui e il padre a perdere tutto trasferendosi a Barcellona. Ma credetemi, nonostante tutto, perdere il totale patrimonio, la casa, le terre, la cittadinanza, la madre e quant’altro, ne hanno fatto solo la sua fortuna. E ne hanno fatto soprattutto un grande uomo. Diverso da come sarebbe stato. Non migliore né peggiore di come sarebbe stata la sua vita “normale”, ma diversa. “No sé si será el mejor templo del mundo.(…)Lo que te aseguro es que será único, y lo único no es ni mejor ni peor, es simplemente eso: único.” (non so se sarà il miglior tempio del mondo, quello che ti assicuro è che sarà unico, e ciò che è unico non è né migliore né peggiore, è semplicemente questo: unico).

È una storia d’amore, è la storia della vita di Arnau un piccolo bambino costretto suo malgrado ad affrontare in tenerissima età problemi che i bambini non dovrebbero mai nemmeno immaginare: procurarsi da mangiare; difendersi da parenti invidiosi; consolare amici che non possono vedere il volto della loro madre per alcuni reati che hanno commesso; fare lavori durissimi, da uomini, perdere la famiglia. Sì ”La catedral del mar” è una storia d’amore: amore per la vita, amore per una vita che 10 e 20 volte ha girato la faccia ad Aranu, amore per la rinascita e la riscoperta, di se stessi, della forza che c’è dentro ognuno di noi, di reinventarsi, di ripartire… perché una volta toccato il fondo non si può fare altro che risalire.

Poi è effettivamente una storia d’amore: amore per il lavoro, per il sacrificio, per gli ideali che pervadono ognuno di noi.

E alla fine è anche una storia d’amore per… forse più di una donna, ma a volte reinventarsi significa anche questo (no?).

Aledis: “Arnau deseaba volver a sentir fijos en él los ojos castaños de Aledis. (…) y allí estaba ella, junto al hogar, erguida, preciosa, invitándolo con sus ojos castaños.” (Arnau desiderava risentire fissi su di lui gli occhi castani di Aledis. Ed eccola, era là, vicino al caminetto, orgogliosa, bella, lo stava invitando con i suoi occhi castani). Amata e allo stesso tempo maledetta Aledis, che fra le tante rovine della vita di Arnau forse una delle più tremende. “Arnau se perdió en los ojos de ella.”(Arnau si perse nei suoi occhi).

Maria: dolcissima e bellissima Maria, una moglie devota, paziente che lo amava in silenzio forse sperando in una passione e in un amore che Arnau non fu mai capace di darle. Ma poi la peste come la teodicea… “Arnau vio cómo crecían las bubas del cuello y la piel se volvia negra. <Te quiero, Maria. Cuantas veces habría querido decírtelo?> Le cogió la mano y se arrodilló junto a la cama. Así pasó la noche, agarrado a la mano de su mujer, tiritando y sudando con ella, clamando al cielo con cada espasmo que sufría Maria.” (Arnau  vide come crescevano i bubboni del collo e la pelle diventava nera. <Ti amo, Maria.Quante volte avrei voluto dirtelo?> Le prese la mano e si inginocchiò accanto al letto. Così passo la notte, afferrando la mano di sua moglie, tremando e sudando con lei, invocando il cielo per ogni spasmo che subiva Maria.)

Francesca: una madre, una nemica, un’amica, una complice. Che gli salverà definitivamente la vita dopo avergliela quasi tolta.

E infine Mar, “No existe el pasado. No hay nada que perdonar. Empecemos a vivir desde hoy. Mira – le dijo separándose y cogiéndole de una mano -, el mar. El mar no sabe nada del pasado. Ahí está. Nunca nos pedirà explicaciones. Las estrellas, la luna, ahí están y siguen iluminándonos, brillan para nosotros. Qué les importa a ellas lo que haya podido suceder? Nos acompañan y son felices por ello; las ves brillar? Titilan en el cielo; lo harían si les importara? Acaso no se levantaría una tempestad si Dios quisiera castigarnos? Estamos solos, tú y yo, sin pasado, sin recuerdos, sin culpas, sin nada que pueda interponerse en nuestro… amor.” (non esiste il passato. Non c’è nulla da perdonare. Iniziamo a vivere da oggi. Guarda – gli disse separandosi e prendendogli una mano -, il mare. Il mare non sa nulla del passato. È là. Non ci chiederà mai spiegazioni. Le stelle, la luna, sono là e continuano ad illuminarci, brillano per noi. Importa loro cosa sarebbe potuto succedere? Ci accompagnano e sono felici per questo; le vedi brillare? Scintillano nel cielo; lo farebbero se gli importasse? Non si alzerebbe forse una tempesta se Dio volesse castigarci? Siamo soli, tu ed io, senza passato, senza ricordi, senza colpe, senza niente che possa interporsi nel nostro… amore.)

Arnau, caparbio e forte nel lavoro, ma dolce e delicato amante. Severo con se stesso più che con gli altri, testimone consapevole di un periodo molto importante nella storia spagnola e soprattutto di Barcellona, della quale ne ha fatto direttamente parte. Politico moderato, ma idealista convinto.

Citazioni, date, nomi, molte delle cose di questo libro sono reali e ce lo fanno vivere più da vicino.

A Barcellona non sono mai stata, ma dopo aver letto questo libro e tutto quello che ruota attorno alla costruzione de la catedral del mar, devo riuscire ad andare a visitare questo tempio, sottofondo della vita di un eroe.

Questa volta, forse più di altre, ho commentato fatti raccontando anche un po’ la trama del libro e svelandone qualche segreto, ma credetemi quest’opera contiene talmente tanti sentimenti che nulla di quello che vi ho detto potrebbe mai rovinare la forza e la trama di questo romanzo.

TITOLO: La catedral del mar

TITOLO ORIGINALE: La catedral del mar

AUTORE: Ildefonso Falcones

CASA EDITRICE: debolsillo

NR. PAGINE: 670

RIF.: www.debolsillo.com; wwwmegustaleer.com

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5 risposte a La catedral del mar

  1. Marco Cimino scrive:

    Cara Monica,

    Ho cercato di resistere dal lasciarti un commento a questo post, pero evidentemente mi sento troppo coinvolto emozionalmente per poterlo evitare.

    Come di consueto, riesci a “leggerci” un libro trasmettendoci tutte le emozioni da te vissute durante la lettura, facendoci arrivare non tanto il contenuto, il racconto, ma quello che il libro é stato per te.

    In questo caso, per me, la sensazione é doppia. Non solo percepisco la tua versione, ma ho la fortuna di poter vivere la Barcellona dell’epoca passeggiando nei luogi nei quali si svolge la storia.
    La catedral del mar (attualmente la chiesa di Santa Maria del Mar), la Porta di Sant’Anna, la Plaça del Rei, Les Rambles, la Plaça del Blat, la Plaça de la Llana, sono luogi veri della Barcellona del secolo IVX che mantengono un’aria magica tutt’oggi.

    Un percorso emozionante che vale la pena vivere almeno una volta.

    Grazie!

    • scrive:

      caro Marco, perchè resistere ai miei commenti? sono fatti per essere letti e goduti. Grazie per l’allegato che mi invii, spero di riuscire ad andare a Barcellona prima o poi. Riuscire a percorrere le strade percorse da Arnau e vedere la Catedral del mar. grazie a te ;-) Mo’

  2. miki scrive:

    Grande Monica!
    il tuo blog è una carezza al cuore.
    grazie!
    miki

  3. Pingback: 2010 in review | Letture ad alta voce

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